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Ceretto: un viaggio nel cuore delle Langhe e del vino italiano
Nel cuore delle Langhe, una regione che si distingue per la sua bellezza paesaggistica e la ricchezza enologica, la famiglia Ceretto ha saputo scrivere una pagina fondamentale della storia vitivinicola italiana. Fondata negli anni Trenta da Riccardo Ceretto, l’azienda ha attraversato un percorso di trasformazione che l’ha portata a diventare un simbolo di qualità e innovazione nel mondo del vino.
Le origini e la visione della famiglia Ceretto
Riccardo Ceretto iniziò la sua avventura in un’epoca in cui le Langhe erano ancora lontane dall’essere riconosciute come la patria del Nebbiolo. Con il passare degli anni, i suoi figli, Bruno e Marcello, compresero che il futuro dell’azienda risiedeva nella valorizzazione del territorio. Negli anni Sessanta, intrapresero un’accurata mappatura dei cru, dando vita a una strategia di acquisizione dei migliori appezzamenti. Questo approccio visionario ha permesso all’azienda di crescere e di affermarsi nel panorama vitivinicolo internazionale.
Innovazione e rispetto per la tradizione
Negli anni Ottanta, Ceretto si affermò come sinonimo di modernità, introducendo tecniche innovative come l’uso di barrique nuove e una selezione rigorosa delle uve. Tuttavia, con l’ingresso di Alessandro Ceretto nel 2000, l’azienda ha intrapreso un percorso di sottrazione, puntando su fermentazioni spontanee e viticoltura biologica. Questo cambiamento ha portato a vini che esprimono in modo autentico il terroir, riflettendo la filosofia di un’azienda che considera il vino non solo un prodotto, ma un racconto che inizia dalla terra.
Le etichette iconiche e l’eccellenza del Barolo e Barbaresco
La produzione di Barolo e Barbaresco è al centro dell’attività di Ceretto, con etichette iconiche come Bricco Rocche e Brunate che rappresentano l’eccellenza della viticoltura langarola. Ogni vino è il risultato di un’attenta cura e di un profondo rispetto per il territorio, con affinamenti che esaltano le caratteristiche uniche di ciascun cru. L’annata 2021 ha portato risultati straordinari, grazie a condizioni climatiche favorevoli che hanno permesso una maturazione ottimale delle uve.
Un impegno verso l’arte e la cultura
Oltre alla produzione vinicola, la famiglia Ceretto ha saputo integrare arte e cultura nel proprio progetto. La Cappella del Barolo, ridisegnata da artisti contemporanei, e il ristorante tristellato Piazza Duomo sono esempi di come l’estetica e l’etica possano fondersi per raccontare il territorio. Ceretto non è solo vino, ma un’esperienza sensoriale che coinvolge tutti i sensi, unendo bellezza e qualità in un’unica narrazione.